Come andare d’accordo con il tuo cervello

Fino a qualche tempo fa si pensava che solo il cervello dei bambini fosse in grado di cambiare e “plasmarsi” e che questa capacità tendesse a diminuire fino a scomparire in età adulta.

Quante volte, infatti, avrai sentito dire che è difficile imparare a suonare uno strumento quando si è grandi?
O che un occhio pigro si può recuperare solo in una certa età dopo la quale è impossibile?
Che si può diventare abili in uno sport solo se ci si esercita fin da bambini?

Il cervello plastico è l’abilità del cervello di cambiare imparando nuovi compiti, sviluppando nuove abilità di adattamento, “ricostruendosi” persino in casi gravi come quelli dei danni cerebrali.

Il tuo cervello, infatti, anche in questo momento mentre stai leggendo questo articolo, si sta modificando, sta cambiando le sue strutture per farti imparare e permetterti di adattarti all’ambiente.

Una ricerca molto recente invece ha sorpreso tutti, compresa la comunità neuroscientifica: il nostro cervello può cambiare e migliorare a qualsiasi età durante tutto il ciclo di vita!

Ma non è finita qui, c’è un’altra buona notizia: noi siamo in grado di orientare la plasticità, possiamo cioè decidere quando e come modificare il nostro cervello per renderlo più efficace.

Non male vero? 
Ma come fare?
Sensori attaccati al cervello? studiare 12 ore al giorno? Operazioni chirurgiche?
Niente di tutto ciò, il tutto è molto più semplice a farsi che a dirsi.

Basta infatti inserire alcune semplici abitudini nella propria routine quotidiana perchè il cervello rimanga sano e operativo con maggiore efficienza per tutto il resto della vita.
Nel caso non lo sapeste, il cervello è un organo davvero incredibile!

Vediamo allora quali sono queste abitudini: ne elencherò 7, l’ultima delle quali è il consiglio più prezioso che si possa dare.

1. Segui una dieta nutriente, basso contenuto di zuccheri e tante sostanze nutritive, tanta frutta, verdura e noci. Le ricerche infatti dimostrano che gli  acidi grassi essenziali come l’Omega3 mantengono il cervello in salute.
Un piccolo segreto: mangia tanti mirtilli, sono un cibo sorprendentemente ottimo per il cervello.

2. Focalizzati sulle cose da fare in sequenza, non in multitasking.
In altra parole: fai una cosa per volta, una dopo l’altra, non 4 o 5 contemporaneamente!!

John Medina, autore di Brain Rules, ha calcolato che una persona che lavora in multitasking ha bisogno del 50% di tempo  in più e commette fino al 50% di errori in più rispetto a chi effettua le diverse operazioni in sequenza!

Altro piccolo consiglio: se state guidando, guidate e basta! meglio non parlare al telefono o cercare oggetti mentre si è alla guida.

3. Cerca di essere fisicamente attivo.
Il nostro cervello non pretende che diventiamo atleti olimpici! Gli studi dimostrano che bastano 20 o 30 minuti di esercizio moderato come camminare tre volte a settimana e potremo avere tutto ciò che serve per far stare bene il nostro cervello.

E’ sufficiente persino qualche piccolo cambiamento nello stile di vita, come fare le scale anzichè prendere l’ascensore, andare a piedi a lavoro, ecc.

 4. Partecipa alla vita sociale.
Le persone socialmente attive tendono a mantenere il proprio cervello molto più attivo rispetto alle persone socialmente isolate.

Un consiglio? Chiama un vecchio amico e proponigli di vedervi per un caffè, parla con la zia che non vedi da anni, fai un salto al pub con gli amici.

5. Dormi bene e abbastanza a lungo.
Se stai sveglio per 17 ore di fila le tue prestazioni equivalgono a quelle di una persona che ha un livello di alcol nel sangue pari allo 0,05%!

Ma non c’è bisogno di essere così estremi: basta anche no dormire le giuste 7-8 ore a notte perchè il cervello non funzioni al top.

Un cervello che non dorme infatti lavora di più ma realizza molto meno di un cervello riposato.

Quindi trova il cuscino e il materasso che fanno per te e dormi quando senti di averne bisogno.

E perchè no? anche un sonnellino pomeridiano non ha mai fatto male a nessuno!

6. Sfida te stesso mentalmente.
Quando impari cose nuove o fai anche solo pensieri nuovi  il tuo cervello si ristruttura.
Quanto più lo alleni, tanto meglio il cervello farà il suo lavoro.

Una cosa davvero super che puoi fare per il tuo cervello è cominciare ad imparare una nuova lingua, iscriverti ad un corso di informatica, imparare a suonare un nuovo strumento musicale.

7. Mantieni un atteggiamento positivo… e ridi spesso, spessissimo!
L’attitudine nei confronti del mondo cambia ogni cosa, incluso il cervello.

Le ricerche hanno mostrato che le persone che mantengono una visione positiva della vita affrontano meglio eventuali disturbi cerebrali, anche gravi.

Quindi apprezza quello che hai e accetta ciò che arriva, lascia andare la rabbia e il risentimento e focalizzati sulle cose nella tua vita che ti regalano gioia.

Prendere provvedimenti adesso per il tuo cervello di domani facendo entrare a far parte della tua routine quotidiana queste 7 abitudini è davvero una scelta intelligente.  

Non solo, infatti, il cervello è  indispensabile anche per le più semplici azioni quotidiane, come respirare, ma starai in sua compagnia per tutta la vita, non puoi certo separartene: non è meglio mantenerlo sano ed efficiente, cominciando da oggi?

Il Cervello - Istruzioni per l'Uso

Sappiamo molte cose, sul nostro cervello, ma è ancora troppo poco.
Come funziona? Di che cosa ha bisogno per funzionare al meglio? Perché è in grado di imparare perfettamente le cose più disparate? Perché è così facile dimenticarle?

La maggior parte di noi non lo sa.
John Medina, biologo molecolare di fama internazionale, per anni ha svolto ricerche sulle misteriose connessioni tra cromosomi e funzioni mentali, tra geni e comportamento.

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3 tecniche veloci per stare presenti

Reminder:
ricorda di stare qui ed ora.
Il momento presente è l’unica cosa che c’è davvero:
il passato non è più qui,
il futuro non è ancora qui
 
Alla mente il presente non piace, tende a farti rimuginare sul passato o a proiettarti nel futuro.

Quante volte ti è capitato per esempio di lavare i piatti sovrapensiero o camminare e pensare a un sacco di cose?

Se sei un essere umano, immagino parecchie volte.

Il problema è che, anche se non sembra esserci nulla di male nel perdersi nei pensieri, questa tendenza lasciata a se stessa è alla base delle tanto chiacchierate ansia e depressione.

Infatti

Ansia: pensare e preoccuparsi di cose che non sono ancora successe ma potrebbero accadere in futuro.

Depressione: un senso di apatia, come essere bloccati, che sfocia nel rimuginare sul passato , come se camminassimo in avanti guardando sempre in dietro.

E allora che si fa per questa tendenza della mente a scappare da momento presente?

Ci si Allena.

Infatti proprio come per il fisico, anche per la mente c’è bisogno di allenamento se vogliamo che sia sana, flessibile e serena.

In pratica vogliamo allenare la nostra mente a stare focalizzata sul presente anziché vagare qua e là.

Ecco 3 modi in cui puoi farlo da subito:

1. Mini pause
Durante la giornata, di solito si passa da un’attività all’altra senza fermarsi: casa, lavoro, faccende, persone, ecc.
Prova invece a fermati tra un’attività e altra e fare 3 respiri profondi.

2. Guardati intorno per qualche minuto e nota cosa percepisce ciascuno dei tuoi sensi
Cosa vedi?
cosa senti?
che odore c’è?
cosa stai toccando?
che sapore senti?

 
3. Imposta un allarme ogni ora sul tuo telefono
Ogni volta che suona, chiediti: cosa sto facendo?
Il mio corpo e la mia mente stanno facendo la stessa cosa? o sto facendo una cosa ma pensando ad altro?

Non ci vogliono anni eh! Facendolo ogni giorno, già nelle prime 3 settimane noterai qualcosa di diverso.
 
 
Prova anche questa tecnica di respirazione guidata da me che ti porta in uno stato di relax in 10 minuti 

Come il trauma cambia la nostra mente

Grazie alle scansioni cerebrali, le ricerche hanno finalmente dimostrato che il trauma cambia fisicamente il cervello.

Questo vuol dire che il trauma modifica concretamente il modo in cui i neuroni si connettono nel nostro cervello.

Questi cambiamenti si mostrano come un filtro: dopo un trauma vediamo noi stessi, gli altri e il mondo attraverso un filtro di paura.

Il mondo non è un posto sicuro, gli altri possono farci del male, ci sentiamo insicuri, impauriti.
Questo succede perchè per sentirci sicuri e radicati nel mondo abbiamo bisogno di essere connessi con la parte più profonda di noi, con chi siamo veramente… e il trauma spezza questa connessione.

Il risultato è che chi ha vissuto un trauma vive sulla difensiva. E questo modo di vivere si porta dietro tanto stress e dolore per la mente e per il corpo, che iniziano a mostrare sintomi di malattia, fisici e psicologici.

Guarire vuol dire accettare la realtà che il trauma è avvenuto, interrompendo il tentativo costante della mente di cancellarlo o rimuoverlo perchè troppo doloroso.

Vuol dire inoltre rendersi conto che il trauma che abbiamo vissuto non definisce chi siamo: fa parte della nostra esperienza, è un’esperienza che abbiamo fatto e come tale può essere integrata e superata. Si può guarire.
 
Ci sono diverse cose che si possono fare per stare meglio e piano piano guarire, fra le più efficaci ce ne sono due: respirazione e meditazione.

Due pratiche che ci portano nel momento presente, interrompendo quel chiacchiericcio mentale che spesso ripercorre dettagli dolorosi della nostra storia e che non fa che ricalcare il trauma.

Portandoci al momento presente, la meditazione e la respirazione “correggono” quei percorsi nel nostro cervello che si sono costruiti con il trauma e piano piano ne costruiscono di nuovi e sani, ci fanno provare stati di coscienza nuovi, che non sapevamo di poter provare.

Sentirsi presenti, Sentirsi belli fermi e solidi al proprio centro e non in balia delle emozioni, Gioia, Pace, Libertà.

Può esserci tanta resistenza all’inizio, perchè siamo esseri umani e siamo fatti per fuggire da ciò che è difficile e non familiare.

Ma la costanza nel continuare a farlo premia e piano piano inizieremo a notare cambiamenti nella nostra vita, nelle nostre reazioni e relazioni.

Ti lascio qui sotto un video che ho pubblicato da poco con un esercizio di respirazione guidata da me che ti farà rilassare e sentire subito più calmo in 10 minuti

E’ l’inconscio a guidare le tue scelte?

Carl Jung ha detto :
 

“Finchè non rendi consapevole l’inconscio, dirigerà la tua vita e lo chiamerai destino”
Non è infatti il destino che controlla la tua coscienza e le tue azioni bensì il tuo inconscio, se glielo lasci fare.
 
Ma c’è un’altra prospettiva alla vita: puoi sempre scegliere IN CHE MODO affrontare quello che ti succede e questo non ha che fare con la fortuna o il destino bensì con il modo in cui ti prendi cura della tua mente.

Infatti la mente tende a rimanere fissata su cose successe in passato, traumi grandi o piccoli, ferite emotive delusioni.

Il modo in cui lo fa è creando interpretazioni di come funziona il mondo che poi diventano idee e si fissano nella nostra mente e diventano il famoso inconscio.

Se per esempio da bambina ho avuto dei genitori che non erano mai soddisfatti dei miei risultati e chiedevano sempre di più, potrei essermi creata l’idea che per ottenere l’amore e l’approvazione degli altri devo essere sempre al top, sempre la migliore.

Questa idea scivola via dalla consapevolezza e diventa inconscia.

Continuerà però ad avere un effetto su di me e guiderà il mio comportamento: magari nel tempo diventerò una perfezionista, che non riesce a star bene a meno che sia tutto perfetto.

Oppure svilupperò moltissima ansia perchè sento che se non supererò quel test, non otterrò il massimo dei voti o non sarò di successo nella vita allora non sarò amata, approvata.

Questo fa soffrire ed ecco che ce la prendiamo con il mondo che è cattivo o con gli altri che non ci capiscono o non ci apprezzano.

Un’idea inconscia che si è parcheggiata li dopo un’esperienza dolorosa sta decidendo in che modo mi comporterò.

Ma come fare per rendersi conto se queste credenze guidano la nostra vita?

Cerchiamo di renderci conto se ci sono pattern nella nostra vita che si ripetono, cioè delle situazioni che si ripetono sempre uguali ma magari con persone diverse.

Quello è un indizio che quella specifica situazione che si ripete ha più a che fare con qualcosa che sta bussando dal tuo inconscio che con un destino brutto e cattivo che ce l’ha con te.

Ed è anche un’opportunità per guardarti dentro e vedere quali sono queste idee limitanti e come eliminarle per essere chi sei veramente.

Non aver paura di pensare in modo diverso dagli altri

Qualche giorno fa ho letto di un esperimento, ne leggo molti ogni giorno e credevo che fosse carino si ma nulla di eclatante.

Mi sono accorta poi che durante la giornata ho continuato a ripensarci, aveva davvero cambiato qualcosa dentro di me, come se avesse acceso una lampadina.

Si tratta di un esperimento mentale ispirato a uno studio reale condotto nel 1967 da G.R. Stephenson che prevede 5 scimmie in una gabbia, una scala e delle banane (lo so che sembra l’inizio di una barzelletta).

Eccolo qui:

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Attenzione: questo secondo me è uno dei punti chiave di tutto questo esperimento.

La prima scimmia ad aver sostituito una delle “vecchie” scimmie ha iniziato a picchiare la seconda arrivata senza aver mai ricevuto la doccia gelida, nessun rinforzo negativo. Semplicemente ha fatto quello che facevano le altre.

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Ma perchè le scimmie picchiavano chiunque tentasse di salire la scala? Non sapevano il perchè, lo facevano e basta in base a quello che gli altri avevano fatto.

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Ora, perchè secondo me questo esperimento ti cambia la vita?

Spesso abbiamo sentito dire una cosa da tante persone e la prendiamo per vera, la diamo per scontata (Esempi? Non si vende, eee c’è crisi; se non mi copro bene prenderò l’influenza; trovare lavoro al giorno d’oggi è difficile, ti suona familiare?).

Quando ho letto questo esperimento mi è venuta in mente la storia di Roger Bunnister, l’atleta che per primo negli anni ’50 corse un miglio in meno di 4 minuti.
Prima di allora nessuno lo aveva mai fatto perche’ si credeva, sulla base di un’ipotesi fatta da un medico nell’800 (!), che a quei livelli il cuore sarebbe scoppiato. Non se po fà!

Bene, dopo Bunnister  oltre 300 atleti superarono lo stesso record.
Cosa era successo? Perchè prima nessuno ci riusciva e adesso ce l’avevano fatta in più di 300?

Ve lo spigo: ora si poteva fare perche’ qualcuno aveva detto così e lo aveva dimostrato, quell’obiettivo quindi non era più irraggiungibile o impossibile, era semplicemente un obiettivo.

E qui torniamo all’esperimento e al perchè l’ho trovato illuminante: spesso ci ritroviamo a fare le cose senza interrogarci davvero sul perchè le stiamo facendo, semplicemente le facciamo un po’ come se fossimo programmati tipo computer.

Mi viene in mente ad esempio la questione del diventare mamma. Sono profondamente convinta che non tutti nasciamo per diventare genitori, alcuni sviluppano un profondo istinto genitoriale altri no.

E’ vero però che ad un certo punto della vita quasi tutte le donne avvertono una sorta di pressione, come un’urgenza a fare qualcosa della propria vita e magari, perchè no? avere un bambino. E se senti che non desideri diventare mamma o semplicemente forse non è il momento quasi ti senti in colpa. Perchè?

Orologio biologico a parte, in alcuni casi si tratta di una pressione data dal fatto che “si fa così”, mamma e papà e la società te lo hanno insegnato: studi, trovi un lavoro, ti fidanzi, ti sposi e poi fai un figlio  (Attenzione, non sto dicendo che tutti coloro che diventano genitori siano vittima di questo meccanismo anzi!)

E non solo: ormai la scienza sta dimostrando che traumi, tendenze e attitudini vengono trasmessi tramite il DNA, quindi se la tua bisnonna aveva imparato che doveva picchiare chiunque salisse sulla scala per prendere le banane, è molto probabile che quell’informazione sarà stata trasmessa a tua nonna, che a sua volta l’ha trasmessa a tua madre che a sua volta l’ha trasmessa a te. Ta- Daan! Ti ritrovi con l’istinto di prendere quelle banane ma non sai bene perchè.

Quanto di ciò che facciamo è davvero dettato da ciò che VOGLIAMO  fare e quanto invece è solo un programma?

Il fatto è che finchè ci sei dentro non puoi vederlo, un computer non può sapere di essere stato programmato per fare dei calcoli, lo fa e basta. L’unico modo per rendersene conto è questionare le verità, metterle in dubbio, non dare nulla per scontato. Ecco perchè essere scettici ha il suo perchè, non è detto che se si è sempre fatto così allora sia la soluzione migliore: io lo chiamo scetticismo intelligente.

Se impariamo a questionare le nostre scelte, se “osiamo” chiederci il perchè ci comportiamo in un certo modo, spesso scopriremo che le motivazioni sono del tutto infondate o meglio ancora che non ci sono proprio!

La cosa peggiore di questo meccanismo poi è che ci impedisce di imparare, se non sai che c’è un’alternativa come fai a scoprirla? se credi che le cose stiano così e basta chi te lo fa fare a metterti a lavoro per cambiarle? Non puoi farci nulla…

Si tratta di mettere un piedino fuori dalla zona di comfort. L’unico motivo per cui facciamo ciò che è sempre stato fatto è perchè siamo sicuri che comunque funziona e ci accontentiamo piuttosto che cercare altre soluzioni.

Eppure le più grandi scoperte, le più grandi invenzioni da dove son venute secondo voi?
Da chi ha messo in dubbio quello che era sempre stato e ha cercato un altro modo, pensa alla ruota, al telefono, al computer, ad internet!

Va bene essere scettici, va bene chiedersi perchè una certa cosa si fa in un certo modo, va bene alzare la testa fuori dal gregge e fare la pecora nera ogni tanto.

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Se Joseph Wilson Swan non avesse pensato a un modo diverso da quello che era sempre stato usato per illuminare le stanze adesso  saremmo ancora con fiaccole e candele 😉

Se ti è piaciuto questo articolo e sei d’accordo condividilo con i tuoi amici. Potrebbe essere che si stiano chiedendo perchè continuano a fare ciò che fanno e potresti far capire loro qualcosa in più della vita .

6 modi per mantenere il tuo cervello giovane e sano

Ci sono davvero dei trucchetti per mantenere il cervello giovane  e in salute o è solo una di quelle cose che gira su internet ma in realtà non cambia nulla?

Buone notizie, la risposta è si, ci sono delle cose che possiamo fare che permettono al nostro cervello di mantenersi forte e giovane.

Non è una lista di 100 cose da fare, solo 6 piccoli accorgimenti che possono davvero fare la differenza.

1 . Fai esercizio
Mantenersi in forma ed allenarsi riduce il declino cognitivo e favorisce anche la crescita di nuove cellule cerebrali.

2 . Segui una dieta sana
Non importa che tu sia vegetariano, crudista, onnivoro o qualsiasi altra cosa.
L’importante è che ciò che mangi ti facci sentire forte, sano e lucido.
Se non è così, allora forse non stai dando al tuo corpo ciò di cui ha bisogno.

3 . Dormi bene e abbastanza
Fare delle belle notti di sonno aiuta il cervello mantenere capacità come l’apprendimento ,la pianificazione ,il problem solving e la concentrazione.

4 . Medita e dedica tempo al relax
La meditazione rafforza le connessioni tra le cellule cerebrali , aiuta a elaborare le informazioni in modo più rapido e favorisce un senso di chiarezza e di sentirsi centrato

5. Mantieni il senso di avere uno scopo nella vita
Gli studi infatti dimostrano che mantenere questo tipo di focus diminuisce le probabilità di decadimento cognitivo.

6. Impara una nuova abilità
Per esempio, imparare a suonare uno strumento aiuta il cervello a creare nuove cellule e nuove interconnessioni.
Quando impari a fare qualcosa di nuovo nel tuo cervello nascono davvero nuove cellule, non è strabiliante?!

Come vedi non sono cose poi così grosse da fare.

Le stai già facendo o ne manca qualcuna alla tua lista?

Se ci prendiamo cura del nostro cervello oggi, lui ci ringrazierà domani

Psicologia e arredamento: crea la tua piccola oasi in casa


Chi ha detto che la psicologia è solo quella che si fa nelle aule di universitá, nello studio di un terapeuta o sui libri?

Il bello della psicologia è che appartiene ad ognuno di noi, tutti noi la usiamo, spesso senza nemmeno rendercene conto, ne siamo circondati e influenzati il piú delle volte senza neanche saperlo.

Un esempio?
La psicologia dei colori!

Perchè non farne buon uso pensando a come arredare casa?
Perchè non usare gli effetti psicologici dei colori per creare ambienti confortevoli, comodi e interessanti?

Utile?
Certo, ma soprattutto curioso e divertente!

Qui di seguito trovi tanti suggerimenti ed esempi per arredare casa con la psicologia dei colori.

  1. Vuoi dare l’idea di un ambiente spazioso?
    Utilizza colori brillanti, accesi e vivaci, come il giallo.
    Evita il bianco che, sebbene utile nel dare l’illusione di uno spazio maggiore, risulta comune e inflazionato.

  2. Hai  mai notato che molti ristoranti utilizzano molto il colore rosso?
    È stato dimostrato infatti che questo colore stimola l’appetito nella maggior parte delle persone: scegli il rosso per mobili, utensili, sedie, stoviglie e qualsiasi altra cosa vuoi per la tua cucina e  armonizza il tutto affiancando
    ad esempio delle ante rosse su una parete beige.

  3. Riscalda la tua casa utilizzando colori caldi d’inverno
    Colori come rosso, arancione e giallo creano infatti un ambiente  accogliente e danno l’idea di una stanza calda e soft.

  4. Come mai molte residenze estive hanno esterni bianchi con finiture blu?
    È lo stesso principio del punto precedente: utilizzare  molti colori freddi durante l’estate, l’azzurro in particolare, richiama alla mente un’idea di fresco e pulito.

  5. Usa i colori del tuo passato
    Soprattutto in cucina, l’uso di colori familiari riporta alla mente bei ricordi e ricrea un atmosfera piacevole e confortevole.

    Se non riesci a ricordare i colori della tua cucina (o non vi hai associato ricordi piacevoli), può essere utile sapere che il rosso e il giallo sono perfetti per questo ambiente, in quanto giocosi e allo stesso tempo sofisticati.

  6. Come creare un atmosfera rilassante nelle stanze in cui ci riposiamo  e stacchiamo la mente dopo una giornata di lavoro?
    Bagno, camera da letto, angolini relax…
    Utilizza il potere rilassante e calmante dei colori freddi, facendo uso delle sfumature del blu, del verde e del color  lavanda.

    Un piccolo trucchetto: quando si usa questa tecnica, scegliere la tonalitá più scura del colore che si vuole usare rende l’effetto ancora più evidente!

  7. Se soffri di pressione alta stai lontano dal rosso
    E’ vero che stimolano l’appetito in cucina ma le tonalità del rosso sono spesso associate a pressione alta e irritabilità se usate  in altre stanze della casa.

    Se desideri un colore più scuro per la tua  camera da letto o soggiorno, pensa ad un colore freddo piuttosto che ad uno caldo.

  8. C’è un colore che adori indossare particolarmente? Consideralo per il tuo bagno! 
    Al contrario, pensi di non stare molto bene con un colore?
    Evitalo a tutti i costi nel tuo bagno!

    Perche?

    È bello piacersi quando ci si guarda nello specchio e avere sullo sfondo il proprio colore preferito aiuta molto!

  9. Hai una “stanza palestra” e vuoi scegliere un colore per le pareti?
    Anche se potrebbe sembrare una buona idea utilizzare il rosso, questo potrebbe aumentare la sensazione di calore e influire sulla resa degli allenamenti.

    Se comunque desideri usare un colore caldo, puoi considerare un piacevole mix di vernice gialla e blu.
    Un’altra combinazione vincente è quella del verde-blu, che crea una piacevole sensazione di raffreddamento, permettendo di prolungare gli allenamenti e diminuire il senso di affaticamento.

  10. Vuoi concentrarti? Usa il verde
    Puoi usare delle piante o considerare un verde molto chiaro per le pareti.
    Attento peró a non trasformare il tuo ufficio in una giungla o otterrai l’effetto opposto: distrazione!

  11. E il viola?
    Sebbene richiami alla mente ricchezza e romanticismo, è un colore molto raro in natura e può risultare artificiale nel tuo arredamento.
    Se davvero vuoi usarlo in casa, prova a miscelarlo con colori più naturali come giallo e verde chiaro.

  12. Giallo= ottimismo!
    Ottimo per la veranda e per l’ ingresso…perchè?
    Passando da lí per uscire di casa al mattino, questo colore ti darà una spinta di ottimismo per affrontare la giornata.

  13. Vuoi dare un look naturale alla tua casa?
    Introduci degli elementi marroni nelle stanze, come oggetti in legno o di cuoio. Attento però: il marrone è associato a depressione da alcune persone.

  14. Hai in casa un adolescente ossessionato dalle pareti nere per la sua stanza?
    Il problema con questo colore è che, fra le altre cose, da l‘illusione di avere uno spazio molto ristretto.
    Una soluzione può essere quella di dipingere il soffitto di nero, con qualche stella, o creare un intero paesaggio notturno sulle pareti.

  15. C’è un motivo se i sanitari sono generalmente bianchi.
    Il bianco, infatti, non solo simboleggia la fertilità e la pulizia ma facilita anche la pulizia.
    Non vuoi che lo sporco in bagno sia nascosto in modo da credere di aver pulito senza averlo fatto in realtá, giusto?

    Questo colore inoltre, richiamando l’idea di fresco e pulito, mette la mente a proprio agio e facilita il rilassamento.

  16. Fidati dell’arancione per una stanza in cui c’è qualcuno ammalato  o in camera di un bambino asmatico
    Questo colore è spesso associato al miglioramento della funzione polmonare nonché all’aumento di energia.

  17. Usa il potere tranquillizzante e calmante del rosa per la tua stanza o angolino di meditazione.
    Piccola curiosità: alcune squadre sportive dipingono di rosa lo spogliatoio della squadra in trasferta, dal momento che è stato dimostrato che questo colore causa una diminuzione dell’energia.

  18. Quando non sai che pesci prendere, guarda alla natura
    Se vuoi usare la psicologia dei colori nella tua casa, scegli colori che ricordano la natura.
    I colori naturali, infatti,  si fondono perfettamente con il tuo arredamento.

    Ricorda però: per gli esterni il più delle volte è meglio scegliere colori brillanti!

Fonte: 
http://freshome.com/2010/09/08/20-ways-to-use-color-psychology-in-your-home/

La bellissima storia di Soichiro Honda (il fondatore della Honda)

Sapevi che l’ideogramma cinese che indica la parola “crisi” è composto dal carattere wei, che significa “pericolo” e dal carattere ji, che indica “opportunità”?

I saggi antichi Cinesi lo avevano capito: dietro ogni problema si nasconde un’opportunità per crescere e migliorarsi.

La storia di Soichiro Honda ne è un bellissimo esempio.
Te la racconto.

Nel 1938, quando andava ancora a scuola, Soichiro Honda prese tutto quello che possedeva e lo investì in un piccolo laboratorio, dove cominciò a elaborare una sua idea di anello elastico.

Voleva vendere la sua opera alla Toyota Corporation, lavorando perciò giorno e notte immerso nel grasso fino ai gomiti e dormendo in officina, sempre convinto di poter raggiungere un risultato.

Nel tempo, per restare in affari, impegnò perfino i gioielli della moglie ma quando finalmente riuscì a fabbricare i suoi anelli elastici e li offrì alla Toyota, gli fu detto che non si adattavano agli standard dell’Azienda.

Dovette perciò tornare a scuola, dove gli toccò sopportare le risate ironiche degli insegnanti e dei compagni che  parlavano dei suoi assurdi progetti.
Anzichè soffermarsi sul lato spiacevole di quell’esperienza, Honda decise di continuare a concentrarsi sul suo obiettivo.

Dopo altri due anni, la Toyota offrì a Soichiro Honda il contratto che lui sognava.
La sua Passione e la sua Costanza erano state premiate: Honda sapeva quello che voleva, aveva agito, aveva notato che cosa non funzionava e aveva continuato a cambiare approccio, finché non aveva ottenuto quello che voleva.

Ma i problemi non erano ancora finiti: il Governo Giapponese stava accelerando la produzione per la Guerra e rifiutò di fornire a Honda il cemento armato necessario per costruire la sua fabbrica.

Credi forse che abbia rinunciato? Nemmeno per idea!

Credi che si sia concentrato sull’ingiustizia che aveva subito? Che abbia pensato che questo avrebbe messo fine al suo sogno? Assolutamente no.

Di nuovo, decise di servirsi dell’esperienza e sviluppò una nuova strategia.
Con la sua équipe inventò un nuovo sistema per produrre cemento armato con il quale potè costruire la sua fabbrica.  

Durante la Guerra però questa venne bombardata  ben due volte e buona parte dei macchinari di produzione andò distrutto.

La reazione di Honda?

Radunò subito la sua équipe e insieme raccattarono i bidoni della benzina di riserva che i bombardieri americani avevano gettato via. Honda li chiamava “i Regali del Presidente Truman”, perché gli fornivano le materie prime di cui aveva bisogno per il processo di fabbricazione (materiali a quel tempo introvabili in Giappone ).

Dopo aver superato tutte queste difficoltà un terremoto purtroppo rase al suolo la fabbrica, così Honda decise di vendere il brevetto del suo anello elastico alla Toyota.

Dopo la Guerra in Giappone non c’era più una neanche goccia di carburante: Honda non poteva nemmeno andare in auto a comperare il cibo per la sua famiglia.

Per disperazione applicò un motorino alla sua vecchia bicicletta: subito i vicini cominciarono a chiedergli di fare anche per loro quelle “biciclette a motore”.
Uno dopo l’altro tutti lo imitarono, al punto che Honda rimase a corto di motorini.

Decise così  di mettere in piedi un’officina per fabbricare i motori per la sua nuova invenzione:  gli mancavano però i fondi necessari.

Come già aveva fatto prima, decise di trovare un modo a qualsiasi costo. Pensò di rivolgersi ai 18.000 proprietari di negozi di biciclette del Giappone, scrivendo A CIASCUNO di loro una lettera personale in cui spiegò che potevano contribuire alla rinascita del Giappone attraverso la mobilità che la sua invenzione avrebbe potuto fornire: convinse 5.000 rivenditori ad anticipare il capitale necessario!

Tuttavia la sua motocicletta era acquistata solo dai  grandi appassionati  perché troppo grossa e voluminosa.
Apportò perciò qualche modifica e ottenne una versione ridotta molto più leggera del modello originale: la battezzò Superclub.

Da un giorno all’altro la moto ottenne un grande successo, procurandogli persino un’onorificenza da parte dell’Imperatore.

In seguito, Honda cominciò a esportare la sua moto e a venderla in Europa e negli Stati Uniti, per poi arrivare negli anni ’70 del secolo scorso a fabbricare anche le automobili, divenute ormai molto popolari.

Oggi la Honda Corporation dà lavoro a 100.000 persone tra Stati Uniti e Giappone ed è considerata uno dei grossi Imperi Automobilistici del Giappone, secondo per vendite solo alla Toyota  negli Stati Uniti.

Fonte: http://alessios4.blogspot.com/2009/07/la-storia-di-soichiro-honda.html

Fai attenzione a come parli a te stesso perchè ti stai ascoltando

Oggi ho letto questa frase e mi sono venuti in mente gli studi del Dottor Emoto.

“Fa attenzione a come parli con te stesso perchè ti stai ascoltando”

Masaru Emoto ha fatto degli esperimenti molto belli sull’influenza che le emozioni e le intenzioni con cui pronunciamo le parole hanno sulla materia.

Ha esposto diversi bicchieri d’acqua a diversi tipi di musica e li ha congelati per osservare al microscopio la forma dei cristalli. I risultati che ha avuto sono stati emozionanti: si è reso conto che i cristalli dell’acqua esposta ad una musica dolce e rilassante avevano una bella forma armonica e simile ai cristalli di neve.

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I cristalli dell’acqua esposta a musica pesante e rumorosa, come l’heavy metal ad esempio, assumevano invece forme molto brutte, storte e senza alcuna armonia.

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Ha poi avuto l’idea di sottoporre l’acqua a diverse parole pronunciate con diverse intenzioni ed emozioni. Anche qui i risultati sono interessanti.

Ha chiesto ad alcune persone di pronunciare parole come “Grazie” e “Ti amo” e ad altre di pronunciare parole come “Ti odio”.

Ecco cosa ha ottenuto: l’acqua sottoposta a emozioni positive formava cristalli dalla forma bellissima e armoniosa,

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Acqua esposta alla parola "Grazie"
Acqua esposta alla parola “Grazie”

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Acqua esposta alle parole “Ti amo”

al contrario i cristalli dell’acqua sottoposta a intenti negativi invece erano brutti e informi.

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Emoto ha quindi scoperto che i cristalli dell’acqua reagiscono ai messaggi che ricevono modificando la propria struttura.

In un libro che ha scritto dopo le sue ricerche Emoto spiega in modo super dettagliato gli effetti che le parole hanno su di noi e sugli altri, spiega come applicare il principio che ha scoperto alla nostra vita quotidiana ottenendo benefici splendidi come avere relazioni più armoniose con gli altri, ristabilire la nostra salute e migliorare la nostra capacità di comunicazione.
Il Miracolo dell'Acqua

Dicono di questo libro:

“Amore e gratitudine, due parole che dovrebbero essere sempre presenti nelle nostre vite. In questo libro Emoto ci spiega come fare, aiutandoci a comprendere, tramite l’osservazione dei cristalli, come possiamo fare del male a noi stessi con le nostre parole negative, e quando invece potremmo trarne benefici da quelle positive. […]Leggendo questo libro ho sentito dentro di me tanta pace e quello che secondo me era lo scopo dell’autore è stato ampliamente soddisfatto: infonderci tanta serenità, tante parole di speranza, di conforto. Grazie Emoto!”

Perchè penso che questi esperimenti possano essere utili a tutti?

Spesso siamo molto duri con noi stessi, non ce ne lasciamo passare neanche una e ci ripetiamo cose come “Sono un cretino”,”Lo sapevo che non potevo riuscirci”… Non consideriamo però l’effetto che le nostre parole hanno su noi stessi.

Ora, noi esseri umani siamo fatti al 70% d’acqua: dopo aver visto queste foto, secondo voi quanto influisce il modo in cui parliamo e ci rivolgiamo a noi stessi?

La prossima volta che vi verrà da essere duri con voi stessi ricordatevi di questi bei cristalli e dell’effetto che le vostre parole hanno sui voi stessi: rimproverereste mai un amico nel modo in cui rimproverate voi stessi?