E’ l’inconscio a guidare le tue scelte?

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Daniela è una Psicologa Clinica e Life Coach online che si interessa anche di Benessere fisico e mentale, Meditazione e Sviluppo Personale.
La sua mission è aiutare le persone a vivere una vita felice e sana a 360°.
Dott.ssa Daniela Mascaro
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Carl Jung ha detto :
 

“Finchè non rendi consapevole l’inconscio, dirigerà la tua vita e lo chiamerai destino”
Non è infatti il destino che controlla la tua coscienza e le tue azioni bensì il tuo inconscio, se glielo lasci fare.
 
Ma c’è un’altra prospettiva alla vita: puoi sempre scegliere IN CHE MODO affrontare quello che ti succede e questo non ha che fare con la fortuna o il destino bensì con il modo in cui ti prendi cura della tua mente.

Infatti la mente tende a rimanere fissata su cose successe in passato, traumi grandi o piccoli, ferite emotive delusioni.

Il modo in cui lo fa è creando interpretazioni di come funziona il mondo che poi diventano idee e si fissano nella nostra mente e diventano il famoso inconscio.

Se per esempio da bambina ho avuto dei genitori che non erano mai soddisfatti dei miei risultati e chiedevano sempre di più, potrei essermi creata l’idea che per ottenere l’amore e l’approvazione degli altri devo essere sempre al top, sempre la migliore.

Questa idea scivola via dalla consapevolezza e diventa inconscia.

Continuerà però ad avere un effetto su di me e guiderà il mio comportamento: magari nel tempo diventerò una perfezionista, che non riesce a star bene a meno che sia tutto perfetto.

Oppure svilupperò moltissima ansia perchè sento che se non supererò quel test, non otterrò il massimo dei voti o non sarò di successo nella vita allora non sarò amata, approvata.

Questo fa soffrire ed ecco che ce la prendiamo con il mondo che è cattivo o con gli altri che non ci capiscono o non ci apprezzano.

Un’idea inconscia che si è parcheggiata li dopo un’esperienza dolorosa sta decidendo in che modo mi comporterò.

Ma come fare per rendersi conto se queste credenze guidano la nostra vita?

Cerchiamo di renderci conto se ci sono pattern nella nostra vita che si ripetono, cioè delle situazioni che si ripetono sempre uguali ma magari con persone diverse.

Quello è un indizio che quella specifica situazione che si ripete ha più a che fare con qualcosa che sta bussando dal tuo inconscio che con un destino brutto e cattivo che ce l’ha con te.

Ed è anche un’opportunità per guardarti dentro e vedere quali sono queste idee limitanti e come eliminarle per essere chi sei veramente.

8 cose da leggere quando credi di non essere abbastanza

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Tutti noi almeno una volta abbiamo fatto un pensiero negativo su noi stessi.

Io stessa fino a qualche tempo fa mi sentivo meno degli altri e avevo la sensazione che gli altri fossero migliori di me in molte cose.

Può essere che pensiamo di non essere abbastanza bravi, di non essere in grado di fare qualcosa, di non aver ottenuto abbastanza o di non avere ciò che serve per avere successo.

Magari stiamo attraversando un periodo difficile e lo rendiamo ancora più duro con dei pensieri tipo “Mi succede sempre così”, “Non sarò mai in grado di realizzare ciò che voglio”, “E ‘troppo difficile per me cambiare”, “Per gli altri è tutto più facile”.

Queste però sono tutte storie che ci raccontiamo nella testa, siamo in grado di superare qualsiasi sfida, se ci troviamo nella condizione di doverla affrontare allora vuol dire che in qualche modo possiamo farlo.

E ve lo dice una che negli anni passati non credeva che sarebbe mai riuscita a parlare con le persone senza essere in imbarazzo (e no, non era proprio compatibile con il lavoro da psicologa che avevo scelto) ed era convinta che tutti gli altri avessero una marcia in più e che quando stavano distribuendo il coraggio io stessi probabilmente pensando alle farfalle.

Di cose ne ho imparate negli ultimi anni e voglio condividerle perchè sono sicura che se ce l’ho fatta io ce la può fare chiunque legga questo articolo.

1. TU NON SEI I TUOI PENSIERI

Ripenso a quando, appena finita l’università, decisi di prendermi un anno per capire cosa fare della mia vita.
Eppure quando finisci l’università dovresti aver già deciso che lavoro vorrai fare no?

Nell’indecisione generale, faccio la scuola di psicoterapia, faccio la psicologa, boh che faccio? Decisi di prendermi un anno e trasferirmi ad Amsterdam.

Tutto questo non senza un po’ di fifa.
Cosa farò quando sarò li?
Come farò a pagare le bollette, una casa e mantenermi?

Non parlavo nemmeno troppo bene l’inglese e nella mia mente iniziarono a comparire tutta una serie di scenari tragici e disastrosi, scenari in cui io non ce l’avrei fatta.

Ma lo feci lo stesso. Decisi di partire (con una valigia bella piena di paura).

Beh sai una cosa?
Una volta li incontrai tante cose di cui occuparmi, cose che però non erano neanche lontanamente presenti nelle mie preoccupazioni.  E tutto quello che avevo pensato e di cui avevo paura non accadde neanche.

Trovai un lavoro, una casa, imparai l’inglese e ti dirò di più: ad Amsterdam ho fatto la mia prima esperienza da psicologa occupandomi di un bambino sospetto ADHD.

Anche li tanta indecisione insicurezza ma, memore dell’esperienza del trasferimento, mi son detta “Ok, ce la posso fare, e se non ce la faccio sarà comunque una bella esperienza”. E puf, spariti i pensieri negativi, spariti i fantasmi della mia mente.

Siate svegli nelle vostre scelte, sentite cosa volete fare e muovetevi in base a quella spinta vera, che viene da dentro non da fuori. E non lasciate che la vostra mente vi spaventi, ci proverà sempre ma siete voi in controllo, non lei.

2. L’ERBA DEL VICINO (NON) E’ SEMPRE PIU’ VERDE

Spesso ci sentiamo giù di morale perchè ci confrontiamo con gli altri e pensiamo cose come  “Vorrei essere come lei” o “che fortunato che è!”.

Queste persone probabilmente staranno vivendo anche loro le proprie sfide quotidiane, anche se noi non lo vediamo.

Mentre noi ci focalizziamo su un solo aspetto delle loro vite, magari sul fatto che hanno successo nel loro lavoro, c’è tutta una parte di storia che non sappiamo e non è che essere loro ci renderebbe immediatamente felici.

Per non parlare del fatto che non si tratta di ottenere successo, felicità, soldi, bensì di permettere a noi stessi di essere chi realmente siamo.

Per fortuna in questo mondo siamo tutti diversi, ognuno con il proprio viaggio.
E non è meglio apprezzare ciò che si ha piuttosto che guardare a ciò che non si ha?

3. TU PUOI FARE LA DIFFERENZA 

Quante volte abbiamo voglia di fare la differenza ma pensiamo di essere troppo piccoli o incapaci per aiutare a cambiare il mondo?

Finchè non accettiamo che, non importa quanto grandi o piccole siano le nostre azioni, possiamo comunque fare la differenza, saremo sempre assediati da questo bisogno di fare qualcosa, cambiare qualcosa.

A volte un semplice gesto gentile può avere un impatto inimmaginabile su una persona, anche se noi non ne siamo consapevoli.

Magari è aiutare una persona in difficoltà con una ruota a terra, magari è raccogliere dalla strada un gattino indifeso o dedicare un’ora del tuo tempo ad ascoltare un amico: gesti che sembrano di poca importanza a noi ma che davvero possono fare la differenza.

Lo dice anche il Dalai Lama:

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Non sottovalutare il tuo potere individuale (e neanche quello delle zanzare!).

4. SEI ESATTAMENTE DOVE DEVI ESSERE

“Quando avrò finito l’università allora finalmente avrò un lavoro e sarò tranquillo!”

Quante volte lo abbiamo pensato o sentito?

E’ un circolo vizioso che inizia quando guardiamo la situazione in cui ci troviamo e pensiamo che non sia buona abbastanza.
Abbi fiducia in ciò che stai facendo, in te stesso e nel posto in cui sei.

Ciò non significa che non possiamo agire per modificare la situazione in cui siamo, semplicemente il punto di partenza è un altro: non più “Qui non sto bene, devo scappare” bensì “ok, da dove posso cominciare per migliorare la mia situazione?”.

Il più delle volte la parte più bella è il viaggio, non la meta 😉

5. CERCA LA FELICITA’ DENTRO DI TE, NON FUORI

La pace e la felicità sono una condizione interna, non arrivano da fuori.

Ci intrappoliamo nella ricerca della felicità all’esterno, credendo che se facciamo questo e quest’altro allora si che saremo felici e in pace.

Non è così: la pace viene da dentro, se non plachiamo l’anima e la mente, le situazioni di benessere saranno solo apparenti, la vera felicità non ha a che fare con ciò che facciamo, è uno stato dell’essere.

6. PARLARE MALE DI NOI STESSI NON MIGLIORA LE COSE 

Questa è una cosa molto comune.

Sembra quasi che siamo abituati al fatto che, quando qualcuno ci chiede  cosa stiamo facendo nella nostra vita o come ci sentiamo, le prime parole a uscire dalla nostra bocca siano qualcosa di negativo su noi stessi. Fateci caso!

Farlo non serve a nulla, anzi!

Se non amiamo noi stessi, come possiamo pretendere che  gli altri ci amino.

Per non parlare del fatto che ripetersi cose negative sul proprio conto fa si che, ad un certo punto, ci si creda senza questionare il perchè.

Ti  capita di farlo?
Se si inizia osservando quanto spesso lo fai e fai un piccolo sforzo per fermarti prima di iniziare la prossima volta.

E se ti capita di farlo senza rendertene conto, l’importante è realizzarlo e SCEGLIERE consapevolmente di parlare a te stesso con più compassione.

Una cosa che chiedo sempre ai miei clienti è “Parleresti mai a un bimbo piccolo come parli a te stesso?”.

7. TU NON SEI CIO’ CHE FAI

Tante volte ci facciamo prendere dall’idea che, se facciamo qualcosa ( che sia una laurea, un lavoro, un credo religioso, ecc.), allora avremo più valore.

Di conseguenza se NON facciamo quella cosa o NON raggiungiamo un certo obiettivo, ci sentiamo inutili o non abbastanza.

Ecco una verità da ricordare sempre e per sempre: Tu Non Sei Ciò Che Fai.

Certo, è bene essere soddisfatto di te stesso se hai fatto qualcosa di grande ma far si che questo qualcosa diventi parte della tua identità non è salutare.
Allo stesso modo, il NON fare qualcosa non ti rende migliore o peggiore.

Se stai aspettando di fare qualcosa per sentirti OK, per sentirti abbastanza, guarda che potresti aspettare anche tutta la vita!

Il sentirsi OK non viene dal fare ma dall’essere.

Ricorda: sei ok così come sei (questa realizzazione mi ha aiutata molto nel mio percorso di crescita personale).

8. PENSA A QUANTI OBIETTIVI SEI RIUSCITO A RAGGIUNGERE

Questo è un consiglio che mi fu dato parecchio tempo fa e di cui ho fatto tesoro: prenditi un attimo per pensare a te, a come sei realmente.

Anzichè focalizzarti su quanto ancora non hai raggiunto, su quanto non sei felice nella situazione in cui sei, su quanto vorresti cambiare, pensa a tutto ciò che di buono hai fatto e raggiunto.

Perchè continuare a tenersi stretta quella sensazione di non essere abbastanza?

Dopodichè, se stai vivendo una situazione che non ti piace, chiediti come puoi cambiarla, sfida te stesso per esplorare e trovare le risposte.

Imparerai molto su di te e su quello che puoi fare.

Perchè ho scritto questo articolo?

Quello che voglio trasmettere è che è il tuo sistema di credenze che crea la realtà in cui vivi.

Tu diventi ciò che credi di essere, se credi di non essere Ok così come sei, stai sicuro che la vita te lo confermerà.

So che per come vanno le cose  sembra il contrario, sembra che ciò che ci succede definisca le nostre vite. Non è così, tutt’altro!

Se credi di essere troppo timido per parlare davanti a un pubblico, quando ti si presenterà l’occasione sarai talmente convinto di non poterlo fare che, indovina un po’? non ce la farai, balbetterai, diventerai rosso e via dicendo.
Ti starai confermando le tue credenze.

Come fare per cambiare tutto questo?

Cambia dall’interno, modifica le tue credenze e la tua vita sarà uno specchio di ciò che credi di essere.

Il mio consiglio è di provare per 30 giorni, prendi una credenza che ti riguarda e per 30 giorni, modificala, osserva quando compare e proprio in quel momento sostituiscila con ciò che vorresti che fosse.

Alla fine dei 30 giorni ti accorgerai che è cambiato davvero qualcosa nella tua vita e non potrai fare a meno di continuare a farlo